Armenia UNESCO: dopo quasi trent’anni si riapre l’anticamera

Dal Syunik ad Areni-1, la ministra Andreasyan presenta candidature e 1,79 miliardi di dram per i restauri
Per quasi trent'anni la porta è rimasta chiusa. Sul fronte Armenia UNESCO qualcosa si muove di nuovo: davanti alle commissioni dell'Assemblea nazionale, il Parlamento armeno, la ministra dell'Istruzione, scienza, cultura e sport Zhanna Andreasyan ha detto che il paese ha ripreso a candidare nuovi monumenti.
Non si tratta della lista principale del patrimonio mondiale, ma di quella provvisoria: l'anticamera obbligata delle candidature. Secondo Armenpress, dal 1995 non vi entravano nuovi siti armeni; il processo è ripartito nel 2024 con le pietre-drago e il paesaggio culturale di Tirinkatar. Sugli anni di pausa le fonti divergono: News.am parla di 29, Armenpress di circa 30.
Entro il 2031 la lista provvisoria dovrebbe accogliere altri cinque monumenti o complessi. Si lavora ai dossier di Artashat, capitale storica, e degli insediamenti rupestri del Syunik; si prevede di proporre anche una fortezza. Tra i risultati già raggiunti la ministra cita Areni-1, grotta legata a vita preistorica e vinificazione nella gola del fiume Arpa.
Poi i fondi: 213 milioni di dram nel 2022, 1,386 miliardi nel 2025, circa 6,5 volte tanto. Per il 2027 ne sono previsti circa 1,79 miliardi per 21 monumenti, di cui 13 cantieri già avviati e 8 nuovi.
L'anticamera ha le luci accese; la sala principale è un'altra storia.
Fonti: News.am, Armenpress, Armenpress
Questo articolo è stato preparato con l'aiuto di strumenti di intelligenza artificiale a partire dalle fonti indicate, e rivisto dalla redazione di Axel FM prima della pubblicazione.


