Ani, la città che non c’è più e vive in mille immagini

A Yerevan una mostra nata a Budapest racconta le vite postume della capitale medievale armena
Una città che non esiste più, eppure esiste in mille modi. Dal 6 ottobre 2026 il Museo di Storia dell'Armenia a Yerevan ospita una mostra su Ani, capitale del regno dei Bagratidi, intitolata «Le mille e una vite postume di una capitale medievale armena».
Fotografie, caricature, poesie, diari di viaggio e reperti archeologici mostrano come, in un secolo e mezzo, le rovine siano state lette da pubblici diversissimi. I curatori, Karen Jallatyan e Konrad Siekierski, non puntano sui capolavori architettonici: interessa Ani non com'era, ma come vive ora che non c'è più.
Il filo passa anche da Venezia. Il responsabile del progetto, Bálint Kovács, aveva studiato i diari di Minas Bzhishkian, studioso mechitarista di San Lazzaro, che parlando di comunità armene del Mar Nero scrisse: «Questa gente viene da Ani». A questo si è aggiunta l'immagine della fenice, cara allo storico Claude Mutafian.
La mostra è nata a Budapest, al Museo Petőfi, dal 19 marzo al 20 aprile 2026, e fa parte di un progetto finanziato dalla Fondazione Gerda Henkel, ospitato a Lipsia e a Berlino.
«Non conta che cosa si ricorda, ma come lo si ricorda», dice Jallatyan. Come la fenice, Ani rinasce a ogni immagine.
Fonti: EVN Report
Questo articolo è stato preparato con l'aiuto di strumenti di intelligenza artificiale a partire dalle fonti indicate, e rivisto dalla redazione di Axel FM prima della pubblicazione.

